“Pain demands to be felt.”

Perché?

why

Perché l’amore prima o poi finisce? e perché deve fare così male?
Perché le favole che ci raccontavano da piccini finivano tutte con “…e vissero per sempre felici e contenti” se poi non è così?
Perché ci illudiamo che esista un per sempre? esiste davvero?
Sono giorni, mesi, che mi riempio la testa di queste domande e, ovviamente, di risposte nemmeno l’ombra.
Ho amato, ho lottato, e ho sofferto; dov’è il mio “per sempre felici e contenti”? dov’è il mio premio?
Allora non è vero che basta amarla una persona per averla con sé tutta la vita, non è vero che basta dare tutto, non è vero che basta mettere la sua felicità sopra alla tua per essere ricambiati.
E allora, mi chiedo, che cos’è l’amore? è soltanto un grido nel vuoto? è soltanto un ammasso di ricordi felici che sulle labbra suonano così amari?
Che cosa ci spinge ad amare?
Che cosa ci porta a fidarci di una persona da dargli in mano il nostro stesso cuore?
Perché ci viene dato l’amore se poi ci viene tolto?
E perché ora è finito tutto?
Perché non riesco a dormire? perché non riesco più a sognare come una volta?
Sto forse vivendo un incubo ad occhi aperti? o sto ancora in quel sogno da cui non riesco a svegliarmi?
Non trovo le risposte, ma una è certa:

è finita.
from lovers to strangers
Sì, la mia storia d’amore è finita.
Non una storia qualunque, ma la mia prima vera storia d’amore.
E ci credete se vi dico che ancora non riesco a rendermene conto? che ancora non mi sono abituata alla sua assenza? che nella notte ancora lo cerco nel letto? che mi manca persino l’odore dei suoi calzini sudati?
Ci credete se vi dico che mai avrei pensato che sarebbe finita così?
La verità è che mai avrei creduto che sarebbe finita.
Vi è mai capitato di sentire delle storie in cui due ragazzi si lasciano? oppure, avete mai ascoltato una canzone in cui si parla di un cuore spezzato? immagino di sì, ecco, io non avrei mai creduto di finirci dentro.
Quando sentivo delle chiacchiere su una coppia che ormai non è più tale, pensavo: “Cavolo, no! non voglio nemmeno pensarci. Non succederà mai, non a noi.”
Vi è mai capitato? magari dopo aver consolato un amico dal cuore spezzato, prendete un autobus e correte dalla vostra metà e la stringete più forte che mai, come per dire “non andartene, non fare come hanno fatto a lui, resta.”
Ditemi che non sono l’unica!
Perché ho provato più volte quella sensazione di vuoto dentro, diciamo più o meno ogni giorno da quando se ne è andato; e non avete idea di quante domande vorrei fargli, ma ogni volta ho paura delle possibili risposte.

Vorrei sapere se sente la mia mancanza. Vorrei sapere se la sera, dopo una lunga giornata, quando si siede a tavola e non vede il mio piatto accanto al suo, gli manca la mia presenza.
Vorrei sapere se quando è in macchina da solo gli manca la mia parlantina di sottofondo.
Vorrei sapere se è realmente quello che vuole.
Vorrei sapere se mai tornerà da me.
Vorrei sapere quando smetterà di fare così male.
Vorrei sapere se porterà un’altra al cinema, se la terrà per mano come faceva con me.
Vorrei sapere se gli manca guardarmi negli occhi e sorridere dopo averlo fatto.
Vorrei.. vorrei.. vorrei sapere tante cose; eppure sento che una risposta non c’è.

Non avrei mai creduto di poter amare tanto.
In realtà, non avrei mai creduto che qualcuno potesse amarmi tanto come ha fatto lui.
E in amore è sempre così: uno dei due si stufa prima, uno dei due molla prima, uno dei due non vuole più.
Solo che non avrei mai creduto di non essere io quella.
Non avrei mai pensato di poter amare qualcuno anche dopo che questo mi ha spezzato il cuore.
Forse l’amore è proprio questo, forse tra qualche anno queste cose mi faranno sorridere, in fondo, sono solo una ragazza innamorata a cui è stato spezzato il cuore.
Quante storie, canzoni, film, racconti ci sono su questo argomento?
Forse allora è proprio così che doveva andare. Odio usare questa parola ma, forse allora era d e s t i n o.
Forse è solo ora di finirla con queste fantasticherie sull’amore.
Forse è solo ora di pensare a me, perché Me è l’unica persona con cui passerò il resto della mia vita.

when we were us

Qualsiasi cosa tu faccia sarà insignificante.
Ma è importante che tu la faccia, perché nessun altro la farà.
Come quando qualcuno entra nella tua vita, e una metà di te dice: “Non sei assolutamente pronto” mentre l’altra metà dice: “Falla tua per sempre”.

Questo è per voi, piccoli cuori spezzati là fuori.
Stay strong,

“Silent is the most powerful scream.”

“Silent is the most powerful scream.”

Quante volte vi è capitato di mentire?
Poche? Molte? Sempre?
Oh, andiamo! Le persone mentono in continuazione, e spesso senza nemmeno accorgersene.
Per esempio: vi hanno mai chiesto come state e voi, anziché aprirvi e raccontare quello che state realmente passando, avete montato un sorriso sulle vostre labbra rispondendo con “Tutto bene”?
Immagino di sì; forse per non fare compassione agli altri, o forse per evitare l’argomento, o semplicemente per convincersi di stare bene, di essere ancora intatti, integri, di non soffrire.
Volete un esempio? Beh, lo avete davanti.
Spesso succede di chiudersi come in un guscio e di non voler uscirci più. Evitiamo il mondo che ci circonda e finiamo per allontanare perfino le persone che ci amano. Ma nella vita tutti hanno bisogno di essere salvati almeno una volta, anche i supereroi.

sadness

Non risolveremo mai nulla nascondendoci, non parlandone, e respingendo tutti.
Sono e saranno tanti i momenti della vita in cui piangeremo, staremo male, verremo feriti; saranno tanti i momenti in cui vorremo stare soli, rintanarci in un buco e rimanere lì fermi ad aspettare.
E saranno altrettanti i momenti in cui agiremo, momenti in cui ci faremo forza da soli e riprenderemo a lottare più forti di prima. Ma per farlo, bisogna parlare, urlare se ce ne sarà bisogno.
Sfogarci, aprirci, piangere come pazzi per poi sentirci vuoti, per sentirci vivi.
Di qualsiasi problema si tratti, parlare con qualcuno, o scrivere da qualche parte, ci aiuterà.
Niente e nessuno ci toglierà mai il sorriso dalla labbra, nessuno potrà mai buttare giù la nostra anima.

“Bisogna tessere una tela di dolore prima che emerga l’immagine di un sorriso.”
Antonio Aschiarolo

Sì, è un articolo breve e un po’ diverso dal solito, ma ne avevo bisogno.
Camilla

Clic: capture your life.

Clic: capture your life.

Ed ecco un’altra delle mie tante passioni, la fotografia!
Fotografare, o meglio, trasformare in immagini lo scenario che appare ai nostri occhi ogni giorno.
Attraverso i miei scatti vorrei riuscire a condividere un percorso che nel mio caso ha coinciso con la scoperta di una vera e propria passione; non è un semplice passatempo, ma qualcosa di più consapevole e personale.
La composizione in fotografia somiglia al ritmo in musica: se si dispone di grande ritmo si ha anche un grande senso della composizione. Essa ripete meccanicamente ciò che non potrà mai più ripetersi “esistenzialmente”, come un ricordo impresso nella mente.

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Quando fotografo con la mia macchina, è come se volessi impedire al tempo di scorrere. Una cosa folle, ma la mia è una battaglia persa contro l’idea che tutto e tutti sono destinati a scomparire; e io credo che tutto sparisce, tranne quello che viene messo a fuoco con l’obiettivo.
La fotografia è, a mio parere, la forma d’arte più bella. Il fatto di poter catturare un momento della nostra vita, un viaggio, un concerto, un compleanno, una gioia, una lacrima, un’emozione, in un unico scatto con un solo clic del dito, è straordinario. Straordinario!
Quel momento resterà sempre lì con noi, che sia su un rullino, in un album fotografico, nel nostro portafoglio, oppure in un computer, quel momento sarà lì in eterno, proprio come i nostri ricordi.
Ecco che cos’è la fotografia: la concretizzazione dei nostri ricordi.

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Certamente per catturare lo scatto perfetto si ha bisogno di un’apertura corretta, di regolare l’otturatore, scegliere la sensibilità ISO adeguata… insomma, è una questione di tecnica.
È la fotocamera a catturare figure a piena risoluzione, ed è il cavalletto che aiuta a comporre l’immagine con precisione eliminando il “micro-mosso”.

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Ma, come affermava Eugene Smith, a che serve una grande profondità di campo se non c’è un’adeguata profondità di sentimento?
Attrezzatura e tecnica sono solo l’inizio, è il fotografo che conta più di tutto.
Bisogna capire cosa c’è dietro al nostro soggetto, andare più in profondità, per poterlo rappresentare totalmente.
La fotografia – clic! – quella la sanno fare tutti!

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Un bacione,
Camilla.

Nín hǎo!

Finalmente sta arrivando la primavera, e questo mi ha fatto ricordare l’indimenticabile viaggio che ho intrapreso ormai tre anni fa a Pechino. Gli alberi in fiore, quel profumo di sole e terra nuova.
Wow, la Cina è spettacolare. Mi rendo conto soltanto ora dell’opportunità che ho avuto, realizzo solo ora di esser stata dall’altra parte del mondo!
Camminare sulla grande muraglia è una sensazione indescrivibile, non ti sembra nemmeno vero di essere proprio lì!
Ti accorgi di trovarti a Pechino quando per mangiare dei chicchi di riso minuscoli devi armarti di bacchette e sana pazienza; quando entri nella città proibita e resti letteralmente senza parole, quando assisti al Kung fu cha, quando mangi l’anatra con la salsa di soia oppure quando partecipi ad una lezione di Kungfu, watta!
Vi delizierò con qualche foto…

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Muraglia cinese – Great Wall (PH: Camilla Forzini – Tutti i diritti riservati)

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Chiesa cattolica Xishiku a Pechino (PH: Camilla Forzini – Tutti i diritti riservati)

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Parco divertimenti Happy Valley Beijing (PH: Camilla Forzini – Tutti i diritti riservati)

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Cena in un vero e proprio ristorante cinese di Pechino! (PH: Camilla Forzini – Tutti i diritti riservati)

Mulan

E ovviamente la mia principessa Disney preferita, Mulan!

A volte è bello tornare indietro e riguardare i viaggi che hanno segnato in particolar modo la nostra vita, ricordandone i sapori, le giornate, i profumi, le emozioni appena scesi dall’aereo, ricordare com’è cambiare aria per un pò, vedere cose nuove e del tutto diverse dalle nostre solite abitudini.
E io non faccio che ripeterlo ma una cosa è certa, se ne avrò la possibilità, non smetterò mai di viaggiare. Non sarò mai sazia di viaggiare e di ampliare i miei orizzonti! Non mi stancherò mai di rimanere affascinata dalle lingue, dalle scritture, dai sapori, dalle tradizioni e culture diverse dalle mie. Mai!
Immagine

“Pensieri Notturni”
Di fronte al mio letto la luna rischiara la terra
come riflessi di brina.
Alzo lo sguardo alla fulgente luna,
poi chino il capo: la mia terra è lontana.
– Li Bai, dinastia Tang

“Che schiava di Roma iddio la creò”

Riportatemi a Roma per favore.
Sono stati 4 giorni indimenticabili, ma 4 giorni non sono sufficienti per vivere al meglio questa città.
Città, capitale della storia, della cultura, della religione; Roma è l’Italia.
E forse uno dei guai dell’Italia è proprio questo, di avere per capitale una città sproporzionata per nome e per storia, alla modestia di un popolo che quando grida “forza Roma” allude solo ad una squadra di calcio.
Perché Roma, piaccia o non piaccia e senza togliere nulla a nessuno è al centro del nostro paese non solo geograficamente. Nel bene e nel male è la capitale predestinata del paese, con il peso di una storia millenaria riconosciuta in tutto il mondo.

Questa città mi ha rapito il cuore.
E penso che è proprio qui che ho visto i tramonti migliori.
La luce al crepuscolo illumina i marmi e i muri, si riflette sul Tevere, la città si illumina di una luce unica creando un’atmosfera unica. Melanconica e romantica assieme, uno stato d’animo che se si è pronti ad accogliere può far nascere amori e indurre a riflessioni che in altri momenti, forse, non riuscireste a fare.

Roma caput mundi.

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“Quanto sei bella Roma quann’è er tramonto, quando l’arancio rosseggia ancora sui sette colli e le finestre so’ tanti occhi che te sembrano dì: quanto sei bella!” Antonello Venditti

Ripercorrendo Manhattan con la mente.

Buongiorno, buon pomeriggio, o buona sera cari lettori!
Non so quando mi leggerete, o se mai mi leggerete, ma oggi ho deciso finalmente di iniziare un blog, se così posso definirlo.
Non ho un’idea ben precisa di ciò che scriverò su queste pagine vuote, ma credo che, in queste pagine che via via andrò a riempire, troverete un pò di me stessa. I miei pensieri, le mie foto, i miei viaggi, i miei ricordi.

Non so se possa interessare a qualcuno, ma credo che sia un bel modo per distrarmi, per passare il tempo, e chissà magari scoprirò anche io qualcosa in più su me stessa!
Quindi, con le idee poco chiare, inizio questo “spazietto” personale con una brevissima descrizione:
Mi chiamo Camilla.
E’ così che si fa, no? ci si presenta.
Mi piace viaggiare, scoprire nuove cose, nuovi posti, nuove città, parlare con persone diverse, provare nuove cose da mangiare, scoprire le tradizioni e le culture di un Paese e, più in generale, mi piace imparare.
Amo la musica, come ognuno di noi immagino. Tutte quelle note danno una melodia diversa alla mia esistenza, ogni verso descrive un pezzetto della mia vita. Mi ritrovo spesso nelle canzoni che ascolto, e questo mi piace.
Adoro fotografare, ma sopratutto collezionare fotografie; mi piace soffermarmi sui dettagli, studiarli in profondità, per andare oltre a ciò che appare per capirne realmente il significato.
Vorrei che i miei occhi potessero catturare i momenti felici dei miei giorni, come l’obbiettivo della mia macchina, per poi riguardarli come si sfoglia un vecchio album fotografico e si sorride davanti a quelli scatti.

Ecco, questa sono io!
Spero di piacervi, spero vi piaccia quello che scrivo come piace a me.
Vi lascio con una foto scattata alla fine del mio viaggio in America, sulla punta del Top of the Rock a New York. Ricordi incancellabili, mozzafiato, e unici.

"Baby I'm fromNew York  Concrete jungle where dreams are made of  There's nothing you can't do  Now you're in New York  These streets will make you feel brand new  Big lights will inspire you  Let's hear it for New York."
“Baby I’m from New York
Concrete jungle where dreams are made of
There’s nothing you can’t do
Now you’re in New York
These streets will make you feel brand new
Big lights will inspire you
Let’s hear it for New York.” -Alicia Keys